What is a JSON feed? Learn more

JSON Feed Viewer

Browse through the showcased feeds, or enter a feed URL below.

Now supporting RSS and Atom feeds thanks to Andrew Chilton's feed2json.org service

CURRENT FEED

EIUS

Rivista giuridica online (ISSN 2239-3099)

XML


Processo penale: è incostituzionale l'art. 512, comma 1, c.p.p. là dove non prevede la lettura in dibattimento, per irripetibilità, delle dichiarazioni rese al GIP, durante l'interrogatorio di garanzia, dall'imputato di reato collegato

Permalink - Posted on 2020-10-20 14:00

Corte costituzionale, sentenza 20 ottobre 2020, n. 218
È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 512, comma 1, c.p.p., là dove non prevede che, alle condizioni ivi stabilite, sia data lettura delle dichiarazioni rese al giudice per le indagini preliminari, in sede di interrogatorio di garanzia, dall'imputato di un reato collegato ex art. 371, comma 2, lett. b), c.p.p., che, ricevuto l'avvertimento di cui all'art. 64, comma 3, lett. c), c.p.p., sia stato citato per essere sentito come testimone (c.d. testimone assistito).


Regioni: è incostituzionale la normativa della Regione Lazio in materia sanitaria ed edilizia

Permalink - Posted on 2020-10-20 13:30

Corte costituzionale, sentenza 20 ottobre 2020, n. 217
È incostituzionale la normativa della Regione Lazio (l. 13/2018) in materia di: a) realizzazione di un hub per l'emergenza sanitaria nel Comune di Anagni e controlli sulle prestazioni sanitarie erogate da soggetti privati (per violazione dell'art. 120, secondo comma, Cost.); b) limiti di densità edilizia [per violazione dell'art. 117, terzo comma, Cost. («governo del territorio»)].


Processo amministrativo: la formazione del silenzio sull'istanza di accesso ai documenti amministrativi non costituisce un presupposto processuale

Permalink - Posted on 2020-10-20 12:30

TAR Campania, sezione VI, sentenza 13 ottobre 2020, n. 4479
In tema di ricorso ex art. 116 c.p.a., la formazione del silenzio sull'istanza di accesso ai documenti amministrativi integra non già un presupposto processuale, che deve quindi preesistere alla proposizione della domanda, pena l'inammissibilità, bensì una condizione dell'azione, che può sopravvenire in corso di causa e deve necessariamente sussistere solo al momento della decisione.


Diritto amministrativo: l'atto di revoca dev'essere preceduto da un confronto procedimentale col destinatario e deve motivare la prevalenza dell'interesse pubblico su quello privato

Permalink - Posted on 2020-10-20 12:00

TAR Abruzzo, Pescara, sentenza 12 ottobre 2020, n. 276
L'atto di revoca di un provvedimento amministrativo dev'essere preceduto da un confronto procedimentale col destinatario e deve esplicitare non soltanto i contenuti della nuova valutazione dell'interesse pubblico, ma anche la prevalenza di tale interesse su quello del privato che aveva ricevuto vantaggi dal provvedimento revocato.


Edilizia e urbanistica: la pubblicazione del progetto di PRG adottato dal Comune è finalizzata alla presentazione di osservazioni da parte degli interessati, mentre non è richiesta, di regola, per le successive fasi del procedimento

Permalink - Posted on 2020-10-20 07:00

Consiglio di Stato, sezione II, sentenza 16 ottobre 2020, n. 6285
In tema di edilizia e urbanistica, la pubblicazione del progetto di piano regolatore generale, prevista dalle leggi regionali, è finalizzata alla presentazione di osservazioni da parte dei soggetti interessati al progetto quale adottato dal Comune, mentre non è richiesta, di regola, per le successive fasi del procedimento, anche qualora il piano sia stato modificato a seguito dell'accoglimento di osservazioni o di modifiche introdotte in sede di approvazione regionale, salvo che si tratti di modifiche tali da stravolgere il piano e comportare, nella sostanza, una nuova adozione (riforma TRGA Trentino-Alto Adige, Trento, sent. n. 208/2009).


Appalti pubblici: l'impresa che non allega il PEF all'offerta economica va esclusa dalla gara

Permalink - Posted on 2020-10-19 14:15

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 13 ottobre 2020, n. 6168
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: 1a) il piano economico finanziario (PEF) costituisce un elemento significativo della proposta contrattuale, giacché permette all'Amministrazione di apprezzare la congruenza e l'affidabilità della sintesi finanziaria contenuta nell'offerta economica in senso stretto; 1b) la mancata allegazione del PEF non è sanabile per mezzo del soccorso istruttorio; 2) il principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti, sancito dall'art. 36 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), non si applica quando il nuovo affidamento avvenga mediante procedura aperta, che non preveda una preventiva limitazione del numero di operatori economici fra i quali effettuare la selezione (conferma TAR Abruzzo, sent. n. 132/2020, in questa Rivista) (v. anche TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 1690/2020, in questa Rivista).


Appalti pubblici: la disciplina dell'accesso civico generalizzato si applica anche alle procedure per l'affidamento di contratti pubblici, esecuzione compresa

Permalink - Posted on 2020-10-19 12:30

Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 9 ottobre 2020, n. 6009
La disciplina dell'accesso civico generalizzato, fermi i divieti temporanei e/o assoluti di cui all'art. 53 del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), è applicabile anche agli atti delle procedure di gara e, in particolare, all'esecuzione dei contratti pubblici, non ostandovi in senso assoluto l'eccezione contemplata dal comma 3 dell'art. 5-bis del d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 («Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni»), in combinato disposto con l'art. 53 e con le previsioni della l. 241/1990, che non esenta in toto la materia dall'accesso civico generalizzato, salva la verifica della compatibilità dell'accesso con le eccezioni relative di cui all'art. 5-bis, commi 1 e 2, a tutela degli interessi-limite, pubblici e privati, previsti da tale disposizione, nel bilanciamento tra il valore della trasparenza e quello della riservatezza (conferma TAR Toscana, sez. I, sent. n. 611/2019) (v. anche CdS, ad. plen., sent. n. 10/2020, in questa Rivista).


Appalti pubblici: è nulla la clausola del bando di gara che subordina l'avvalimento dell'attestazione SOA alla produzione di questa anche da parte dell'impresa ausiliata

Permalink - Posted on 2020-10-19 07:00

Consiglio di Stato, adunanza plenaria, sentenza 16 ottobre 2020, n. 22
In tema di procedure per l'affidamento di contratti pubblici: a) la clausola del disciplinare di gara che subordini l'avvalimento dell'attestazione SOA alla produzione, in sede di gara, dell'attestazione SOA anche della stessa impresa ausiliata si pone in contrasto con gli artt. 84 e 89, comma 1, del d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 («Codice dei contratti pubblici»), ed è perciò affetta da nullità ai sensi dell'art. 83, comma 8, ultimo periodo, del medesimo decreto legislativo; b) tale nullità non si estende all'intero provvedimento, il quale conserva natura autoritativa, ma è limitata alla predetta clausola, da considerare come non apposta; c) i successivi provvedimenti adottati dall'amministrazione, che facciano applicazione o comunque si fondino sulla clausola nulla, ivi compresi quelli di esclusione dalla gara e di aggiudicazione, vanno impugnati nell'ordinario termine di decadenza, anche per far valere l'illegittimità derivante dall'applicazione della medesima clausola.


Espropriazione per pubblica utilità: sul risarcimento del danno da "occupazione usurpativa" decide il giudice ordinario

Permalink - Posted on 2020-10-16 13:00

Corte di cassazione, sezioni unite civili, ordinanza 14 ottobre 2020, n. 22193
In tema di espropriazione per pubblica utilità, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti il risarcimento del danno patito dal proprietario allorquando la realizzazione dell'opera pubblica abbia interessato un terreno diverso o più esteso rispetto a quello considerato dai provvedimenti amministrativi di occupazione e di espropriazione, oltre che dalla dichiarazione di pubblica utilità (c.d. sconfinamento), poiché in tal caso l'occupazione e la trasformazione del terreno da parte dell'Amministrazione costituisce un comportamento di mero fatto, perpetrato in carenza assoluta di potere, integrante un illecito a carattere permanente, che lede il diritto soggettivo (c.d. occupazione usurpativa).


Giudizio di cassazione: quando ricorre l'ipotesi prevista dall'art. 360-bis, n. 1), c.p.c., il ricorso va dichiarato inammissibile, anche se per ragioni di merito

Permalink - Posted on 2020-10-16 09:30

Corte di cassazione, sezione II civile, ordinanza 12 ottobre 2020, n. 21949
In tema di giudizio di cassazione, lo scrutinio ex art. 360-bis, n. 1), c.p.c., da svolgersi rispetto a ogni singolo motivo e con riguardo al momento della decisione, impone una declaratoria d'inammissibilità, che può rilevare ai fini dell'art. 334, comma 2, c.p.c., sebbene sia fondata, alla stregua dell'art. 348-bis c.p.c. o dell'art. 606 c.p.p., su ragioni di merito, atteso che la funzione di filtro della disposizione de qua consiste nell'esonerare la Suprema Corte dall'esprimere compiutamente la sua adesione al persistente orientamento di legittimità, così consentendo una più rapida delibazione dei ricorsi "inconsistenti".


Protezione internazionale: se manca la videoregistrazione del colloquio dinanzi alla Commissione territoriale, il giudice ha l'obbligo di fissare l'udienza di comparizione, ma non anche quello di ascoltare il richiedente, salvo casi particolari

Permalink - Posted on 2020-10-16 07:00

Corte di cassazione, sezione I civile, sentenza 7 ottobre 2020, n. 21584
Nei giudizi in materia di protezione internazionale, il giudice, in assenza della videoregistrazione del colloquio svoltosi dinanzi alla Commissione territoriale, ha l'obbligo di fissare l'udienza di comparizione, ma non anche quello di disporre l'audizione del richiedente, a meno che: a) nel ricorso vengano dedotti fatti nuovi a sostegno della domanda; b) il giudice ritenga necessaria l'acquisizione di chiarimenti in ordine alle incongruenze o contraddizioni rilevate nelle dichiarazioni del richiedente; c) quest'ultimo ne faccia istanza nel ricorso, precisando gli aspetti sui quali intende fornire i predetti chiarimenti, sempreché la domanda non venga ritenuta manifestamente infondata o inammissibile.


Protezione internazionale: le informazioni sulla situazione del Paese d'origine del richiedente asilo non possono essere ricavate dal sito della Farnesina «Viaggiare Sicuri»

Permalink - Posted on 2020-10-15 15:45

Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza 6 ottobre 2020, n. 21500
Nei procedimenti in materia di protezione internazionale, il dovere di "cooperazione istruttoria" del giudice si sostanzia nell'acquisizione di COI (Country of Origin Information) pertinenti e il più possibile aggiornate, da richiedere agli enti preposti, mentre non può ritenersi sufficiente la consultazione del sito ministeriale «Viaggiare Sicuri», giacché esso persegue uno scopo e una funzione che non coincidono, se non in parte, con quelli dei procedimenti de quibus.


Ambiente: non è incostituzionale la normativa della Regione Lazio sul trattamento dei veicoli fuori uso e dei rifiuti metallici

Permalink - Posted on 2020-10-15 07:30

Corte costituzionale, sentenza 14 ottobre 2020, n. 214
Non sono fondate, «nei sensi di cui in motivazione», le questioni di legittimità costituzionale - promosse dal Presidente del Consiglio dei ministri in riferimento agli artt. 97 e 117, secondo comma, lett. s), Cost. - della normativa della Regione Lazio (l. 13/2018) in materia di trattamento dei veicoli fuori uso e dei rifiuti metallici.


Previdenza: inammissibile la questione di costituzionalità sul divieto di cumulo della pensione di anzianità col reddito da lavoro dipendente

Permalink - Posted on 2020-10-15 07:00

Corte costituzionale, sentenza 14 ottobre 2020, n. 213
È inammissibile, per difetto di motivazione dell'ordinanza di rimessione, la questione di legittimità costituzionale - sollevata dalla Corte d'appello di Torino in riferimento all'art. 3 Cost. - degli artt. 22, comma 1, lett. c), della l. 30 aprile 1969, n. 153 («Revisione degli ordinamenti pensionistici e norme in materia di sicurezza sociale»), 10, comma 6, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 503 («Norme per il riordinamento del sistema previdenziale dei lavoratori privati e pubblici, a norma dell'articolo 3 della legge 23 ottobre 1992, n. 421»), e 1, comma 189, della l. 23 dicembre 1996, n. 662 («Misure di razionalizzazione della finanza pubblica»), i quali subordinano l'erogazione della pensione di anzianità al requisito dell'inoccupazione.


Lavoro: è incostituzionale l'art. 6, comma 2, l. 604/1966 là dove non prevede che anche il tempestivo ricorso cautelare ante causam è idoneo a impedire l'inefficacia dell'impugnazione stragiudiziale degli atti del datore di lavoro

Permalink - Posted on 2020-10-14 12:00

Corte costituzionale, sentenza 14 ottobre 2020, n. 212
È incostituzionale - per violazione dell'art. 3 Cost. - l'art. 6, comma 2, della l. 15 luglio 1966, n. 604 («Norme sui licenziamenti individuali»), come sostituito dall'art. 32, comma 1, della l. 4 novembre 2010, n. 183 («Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro»), là dove non prevede che l'impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di centottanta giorni, oltre che dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato, anche dal deposito del ricorso cautelare ante causam ai sensi degli artt. 669-bis, 669-ter e 700 c.p.c.


Processo amministrativo: se riveste natura decisoria, l'ordinanza di "accesso istruttorio" (art. 116, comma 2, c.p.a.) è appellabile

Permalink - Posted on 2020-10-14 10:30

Consiglio di Stato, sezione III, sentenza 7 ottobre 2020, n. 5944
Nell'ambito delle ordinanze emesse ai sensi dell'art. 116, comma 2, c.p.a. (c.d. accesso istruttorio), occorre distinguere fra: a) ordinanze di natura meramente istruttoria, che si limitano a valutare la rilevanza degli atti di cui si chiede l'ostensione rispetto al thema decidendum del giudizio in corso, e che perciò non sono appellabili; b) ordinanze di natura decisoria, che invece valutano la sussistenza dei presupposti normativi per l'esercizio del diritto di accesso in quanto tale, a prescindere dalla rilevanza degli atti di cui si chiede l'ostensione rispetto al thema decidendum del giudizio in corso, e che perciò sono appellabili (conferma TAR Lombardia, sez. IV, sent. n. 2247/2019) (contra, CdS, sez. IV, sent. n. 1878/2020, in questa Rivista).


Edilizia e urbanistica: il tardivo esercizio del diritto di accesso agli atti rende inammissibile il ricorso del vicino contro il permesso di costruire

Permalink - Posted on 2020-10-14 07:00

Consiglio di Stato, sezione II, sentenza 5 ottobre 2020, n. 5864
In tema di edilizia e urbanistica: a) è onere del terzo interessato esercitare il diritto di accesso agli atti non appena abbia contezza, o anche solo il ragionevole sospetto, che l'attività materiale pregiudizievole, che si compie sotto i suoi occhi, sia sorretta da un titolo amministrativo abilitante, non conosciuto o non conosciuto sufficientemente; b) il tardivo esercizio del diritto di accesso è inidoneo a procrastinare la decorrenza del termine d'impugnativa, dovendosi assicurare la stabilità dei rapporti giuridici e salvaguardare l'affidamento dei soggetti titolari dell'autorizzazione (conferma TAR Emilia-Romagna, sez. II, sent. n. 4880/2010).


Giurisdizione: sulla scelta della P.A. di recedere "in autotutela" da un contratto decide il giudice ordinario

Permalink - Posted on 2020-10-13 15:30

TAR Sicilia, Catania, sezione II, sentenza 9 ottobre 2020, n. 2537
Appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario le controversie riguardanti qualsiasi atto (comunque denominato: annullamento, revoca, ritiro, recesso, dichiarazione di nullità contrattuale) col quale l'Amministrazione si ritiri da un contratto già stipulato (nel caso di specie, una transazione), atteso che la sottoscrizione dell'atto negoziale segna il definitivo passaggio dalla fase pubblicistica, in cui l'Amministrazione conserva poteri autoritativi di intervento in autotutela sugli atti prodromici alla stipula, a quella privatistica, durante la quale il potere di autotutela scompare e il ritiro dal contratto si configura, nella sostanza, come un recesso privatistico.


Scuola: è illegittima la circolare MIUR n. 96/2012 là dove prevede che la scelta delle attività alternative da parte di coloro che non si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica sia effettuata all'inizio dell'anno scolastico

Permalink - Posted on 2020-10-13 11:30

TAR Lazio, sezione III-bis, sentenza 9 ottobre 2020, n. 10273
È illegittima - per violazione dei principî di ragionevolezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione - la circolare del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca 17 dicembre 2012, n. 96, avente a oggetto «Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2013/2014», là dove prevede che la scelta degli alunni di avvalersi o no dell'insegnamento della religione cattolica sia effettuata all'atto dell'iscrizione, mentre la scelta delle attività alternative da parte dei non avvalentisi sia effettuata all'inizio dell'anno scolastico.


Processo amministrativo: è inammissibile il ricorso in ottemperanza non preceduto dalla rituale notifica del titolo esecutivo presso il domicilio reale dell'Amministrazione debitrice

Permalink - Posted on 2020-10-13 07:00

TAR Sicilia, Catania, sezione I, sentenza 7 ottobre 2020, n. 2443
È inammissibile il ricorso in ottemperanza che non sia stato preceduto dalla rituale notifica del titolo esecutivo presso il domicilio reale dell'Amministrazione debitrice, ai fini della decorrenza del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669 («Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997»), convertito, con modificazioni, dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30 (nel caso di specie, il titolo esecutivo era stato notificato per mezzo di posta elettronica certificata presso l'indirizzo INIPEC dell'Amministrazione).